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Periodo
greco-romano

Le prime
notizie riguardanti la fondazione di S.
Marco risalgono al tempo dei Sicani.
Dionisio di Alicarnasso, storico greco
vissuto a Roma ( 30 a.C.), racconta che,
dopo la distruzione di Troia, i profughi
scappano e fanno rotta verso l'occidente.
Fugge anche Enea e, raggiunti i compagni,
che lo aspettano in Epiro, salpa con essi.
Come guida, per attraversare il mar Ionio
che, per scogli e isolotti, presenta
difficoltà, si offre un nocchiero greco del
luogo, l'Arcanone Patron da Thuri e insieme
a molti suoi compagni guida l'eroe troiano
fin sulle coste della Sicilia.Qui giunti,
alcuni di essi ritornano in patria, Patron,
invece, con pochi altri amici si ferma e vi
si stabilisce. Probabilmente gli Aluntini,
inventano questa leggenda per annoverare fra
i loro antenati Enea. Antonino Meli nella
"Istoria antica e moderna della città di S.
Marco" porta la testimoninianza di Giorgio
Gualtieri ,secondo cui S. Marco è costruita
sulle rovine di Haluntium.
S. Marco è ellenizzato verso il IV sec. a.C.
da popoli provenienti dalla Grecia. Durante
questo periodo la citta' prende il nome di
Alontion, batte moneta, è cinta da mura di
cui oggi è riconoscibile qualche breve
tratto nei pressi della Porta S. Antonio.
In breve tempo S. Marco si arricchisce di
opere d'arte, chiese e templi. Il più
importante è il tempio Héracles,
tempio di Ercole,
successivamente trasformato in chiesa
cristiana. Nel 1978 é stato scoperto un
altro piccolo tempio sul pianoro di Piano
Cuppa.
Un'ulteriore testimonianza della cultura
greca sono i pregevoli vasi d'argento a
rilievo, di cui ne fece un'accurata
collezione Verre.
Gli scavi archeologici hanno messo in luce
necropoli in contrada S. Marina e Piazza
Gebbia e cisterne accanto al palazzo
Crimaldi. Di recente sono state portate alla
luce altre cisterne, nei pressi della Chiesa
di S. Teodoro e un pavimento ancora da
datare.
Durante la dominazione romana, S. Marco
prende il nome di Haluntium, è città
"decumana", e in seguito, in età augustea,
diviene "Municipium Aluntinorum". Ne dà
testimonianza Giorgio Gualteri che, girando
il Regno nell'anno 1624, raccoglie delle
lapidi, due delle quali conservano la
scritta "Municipium Aluntinorum", così come
altre due dedicate ad Augusto e Livia. Nel
periodo di Cicerone, Alunzio subisce le
angherie di Verre che si impadronisce del
tesoro aluntino. Cicerone racconta che in
questo periodo a S. Marco vive un uomo,
Arcagato, rappresentante cittadino, noto in
tutta la Sicilia, che è costretto da Verre a
portargli tutti i tesori di S. Marco.
Cicerone aggiunge che Verre fa armare una
flotta contro i pirati. Le navi sono
preparate in varie città costiere della
Sicilia. Il navarca Filarco è a capo della
nave Aluntina, mentre Cleomene comanda la
flotta. Di fronte ai pirati Cleomene fugge;
alcune navi, quelle più lente, tra le quali
quella di Haluntium, vengono incendiate.
Filarco è uno dei pochissimi a salvarsi
mediante un riscatto.
Periodo
normanno
Alunzio
è tra le prime località occupate dai
Normanni che gli danno il nuovo nome di S.
Marco. I Normanni, guidati da Roberto il
Guiscardo, costruiscono un castello ben
fortificato all'interno dell'abitato già
esistente. A partire dal 1081 S. Marco passa
sotto il dominio di Ruggero.
Da alcuni documenti scritti risulta evidente
che i sovrani normanni dimorano due volte a
S. Marco. Una prima volta la regina Adelasia,
nel 1101, assieme ai suoi due figli, Ruggero
e Simone . Quest'ultimo, ammalato, resta per
lungo tempo nel monastero di S. Filippo di
Fragalà, in seguito alla sua guarigione, la
regina dona al monastero 5 villani. La
seconda permanenza avviene nel 1109. Lo
conferma una pergamena ,firmata da Ruggero,
in cui questi ordina al visconte Notar Leone
di definire i confini del monastero di S.
Barbara.
Sotto i Normanni, S.Marco non viene dato in
feudo ma resta dipendente dal Regio Demanio.
Dal periodo svevo ai Filangeri
Del periodo svevo non si hanno notizie
certe.
Con l'avvento degli Aragonesi S.Marco
diviene un feudo. In seguito alla confisca
dei beni a Federico d'Aragona, il re Martino
di Sicilia concede nel 1398 S. Marco ad Abbo
Filangieri, la cui dinastia inizia con
Ruggero e termina con Giuseppe Antonio nel
1507, quando il feudo passa a Ottavio Lanza.
I Lanza restano alla guida di S. Marco fino
al 1572. Alla morte di questi, non avendo
eredi diretti, il feudo ritorna ai Filangeri,
il cui dominio si protrae fino al 1804.
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